La cacciatrice di stelle -Teaser

Buongiorno a tutti, lettrici e lettori! Come va?
Adesso che le vacanze sono finite vorrei proporvi un brevissimo assaggio da "La cacciatrice di stelle", il sequel de "La musa della notte" in uscita a novembre 2017. Questo sarà il prologo del romanzo; come nel primo il POV del prologo era molto diverso da quello del resto del romanzo, lo stesso accadrà ne "La cacciatrice di stelle". Solo che a parlare adesso non è la strega bianca Solana, ma il Primo Inquisitore Lucio Della Spada. Buona lettura!

A volte mi chiedo se quelle che sto guardando siano le rovine dell’Inquisizione. Se tutto ciò in cui ho sempre creduto, per cui ho sempre lottato, sia infine crollato. Grazie a me.
Per più di cinquecento anni siamo stati un’associazione internazionale segreta, ma stimata da tutti i governi. Perché noi siamo necessari. Cacciamo le streghe e difendiamo le persone da una conoscenza della magia che stravolgerebbe troppe vite. Siamo l’ultimo baluardo dell’ordine. Senza di noi sarebbe il caos. Dopo di noi c’è il caos.
Eppure, per impedire che il Vaticano ci cancellasse, sono stato costretto a ricorrere proprio a coloro da cui dico di voler proteggere la gente comune: le streghe. Oh, sono certo che la Società di Diana e qualunque strega folle ci sia dietro siano convinte di aver fatto un gran passo avanti nella lotta contro l’Inquisizione quando hanno assassinato il nostro Prefetto, ormai un anno fa. Invece ci hanno permesso di continuare a vivere.
C’è dell’ironia in questo, sono il primo a riconoscerlo. Ma le macchinazioni politiche portano sempre un certo grado di ironia con sé, quando ci spingono a compiere delle azioni che non avremmo mai immaginato.
Quando mio padre mi raccontò della maledizione che la strega gli aveva inflitto giurai che avrei fatto di tutto per estirpare quella genìa maledetta dalla faccia della terra. Avevo vent’anni, allora. E, per un uomo di vent’anni, scoprire di non poter mai avere dei figli è un trauma che difficilmente chi non ha provato può capire. Per una misera vendetta da amante abbandonata Solana aveva condannato mio padre a una lunga e dolorosa malattia e me alla sterilità. In cambio io giurai che avrei strappato alle streghe tutte le loro figlie e le avrei assassinate, una per una.
Ma il destino mi ha riso in faccia. Nella mia vita sono stato anche io un amante abbandonato; ho capito quella rabbia e quel dolore e l’umiliazione di essere costretti a perdonare la mano che ci ha divelto il cuore, perché, in fondo, Anna aveva tutte le ragioni per farlo. Sono stato perfino un padre, di un figlio non generato dal mio seme, ma amato come non avrei mai amato qualcuno più simile a me. Sono diventato Primo Inquisitore, raggiungendo il massimo grado a cui potessi aspirare; e proprio allora ho stravolto gli equilibri e ho consentito che assassinassero il Prefetto dell’Inquisizione Hans Overgaard. Peggio ancora: ho agito perché accadesse.
Se gli altri sapessero direbbero che sono pazzo. Se me lo chiedessero, risponderei che è stato necessario, perché l’Inquisizione continuasse a vivere. Se una strega scoprisse l’incantesimo per leggere la mia anima, scoprirebbe che, quando è stato il momento, ho tradito perfino i buoni propositi.
In definitiva è questo, ciò che ho fatto? Trascinare l’Inquisizione sull’orlo del collasso per vendetta nei confronti dell’uomo che mi ha portato via Anna per lasciarla morire da sola?
Sì.
Per questo e per innalzare sopra tutti gli altri il figlio che amo più di qualsiasi altra cosa in questo mondo. È follia?
Forse.
Ma non c’è uomo che riconosca motivazione più grande del proprio bisogno d’amore. Alla fine, di fronte all’assoluto che smaschera ogni bugia, gli ideali crollano; e quanto più erano grandi tanto più è rovinosa la loro caduta. Non c’è male, non c’è bene, non ci sono principi.
L’unico, vero motivo dietro ogni nostra azione è il desiderio di essere amati.

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