I volti della dea: Era

Dopo aver parlato di Artemide (QUI), di Persefone (QUI), e di Afrodite (QUI), è venuto il momento di affrontare un'altra forma della femminilità divina in Grecia: Era, la sovrana dell'Olimpo, moglie e sorella di Zeus.


L'etimologia del nome "Era" probabilmente rimanda a un antico termine greco che significa "signora". Era la Grande Madre preellenica ed era venerata soprattutto a Samo e ad Argo.
Era è nota per essere la moglie di Zeus, ma le vicende che l'hanno portata a tale posizione sono poco conosciute.
Tra i figli di Kronos che il dio divora per paura di essere spodestato c'è anche Era. Dopo che Zeus ha scacciato il proprio padre e ridato la vita e la libertà ai propri fratelli, decide di corteggiarla per farne la propria sposa. Era, tuttavia, lo rifiuta a lungo. Zeus, allora, si trasformò in un cuculo infreddolito, che la dea si affretta ad accogliere al proprio seno per riscaldarlo. Egli ne approfitta per riprendere forma umana e violentarla, in modo che sia costretta a sposarlo. Il matrimonio che ne segue non è certo dei più felici (con queste premesse...).
Pare che il cuculo fosse un attributo tipico di alcune antiche dee argive raffigurate in statuette auree. Questo uccello ha sempre avuto un forte valore simbolico, connesso soprattutto con il notturno, l'oscurità e la morte.
Un altro simbolo caratteristico di Era sono le mele d'oro; la dea ne riceve un albero intero come dono di nozze dalla Madre Gea e, da allora, quest'albero è custodito nel giardino delle Esperidi sul monte Atlante.
Nel mito greco, come in quello celtico, le mele d'oro rappresentano l'accesso al paradiso e sono legate alla Dea nelle sue diverse espressioni.
In ambito celtico, ad esempio, alcune leggende narrano dell'incontro di un eroe con una fanciulla che reca con sé una mela d'oro, simbolo della Dea che offre la conoscenza e l'immortalità, ma apre anche le porte dell'Altromondo. La connessione tra femminilità divina, mela e aldilà è un tema ricorrente e si fa presente soprattutto in occasione della festività di Samhain, la celebrazione del passaggio dalla luce al buio: la via dell'immortalità passa attraverso la morte.
La mela, quindi, come connessione tra la Dea, l'eroe, la morte e la rinascita.
A proposito di eroi, Era è la nemesi del più celebre eroe della grecità, Eracle, il figlio che Zeus ha avuto da una donna mortale. Tenta più volte di ucciderlo; la prima, addirittura, quando egli era solo un bambino. La dea gli invia dei serpenti velenosi, che, tuttavia, il piccolo eroe sconfigge con facilità. L'immagine del bambino che stringe un serpente per mano rimanda alle antiche raffigurazioni della Dea come signora dei serpenti.
L'odio che Era nutre per lui porta Eracle a compiere tutte le imprese per cui è celebre, come le dodici fatiche e, di fatto, è ciò che gli conferisce lo status di eroe.
Da non dimenticare che anche la radice del termine "eroe" è etimologicamente connessa al nome di Era. E il culto di ogni eroe greco ha a che fare con la sua morte, con ritualità tipiche delle divinità infere, sacrifici e olocausti.
Anche una divinità insospettabile come Era, dunque, nota comunemente solo come la moglie del re dell'Olimpo, ha forti tratti che evidenziano la sua connessione con l'antica e terribile Grande Madre.


Fonti:
Robert Graves, I miti greci, Longanesi
Riccardo Taraglio, Il vischio e la quercia, L'età dell'acquario edizioni

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