I volti della dea: Afrodite

In passato abbiamo parlato di Artemide, dea della caccia (leggi l'articolo QUI) e di Persefone, regina degli Inferi (leggi l'articolo QUI). Oggi parlerò di un altro aspetto della femminilità divina in Grecia e approfondirò la storia della dea Afrodite.


La più bella: questo è Afrodite, dea greca dell'amore e della bellezza. Pare che la sua origine sia orientale, da ricollegare alla fenicia Astarte, e quindi alla Grande Dea del Mediterraneo, che per molto tempo era stata venerata su tutte le coste.
Benché non appartenga alla prima generazione di dei greci, Afrodite assume in fretta un ruolo di primo piano nel pantheon olimpico, al punto che la si ritrova in moltissimi testi di letteratura greca, nonché rappresentata in statue e opere d'arte.
Afrodite nasce dalla spuma del mare che si forma attorno ai genitali di Urano caduti in acqua dopo che il figlio Crono lo aveva evirato. Condotta sul Monte Olimpo, è subito in grado di esercitare il proprio potere per creare turbamento e sconvolgimento nelle menti non solo degli uomini, ma anche degli altri dei. Solo Artemide, Estia e Atena sono immuni al suo potere.
Per punizione per aver rifiutato Zeus, Afrodite viene data in sposa a Efesto, il dio fabbro zoppo. Tuttavia, Afrodite è legata al dio della guerra Ares, con cui tradisce abitualmente il marito. Un giorno, tuttavia, i due amanti indugiano a letto troppo a lungo e vengono sorpresi da Elio, il dio sole, che va a riferire tutto a Efesto. Il marito tradito ordisce così una trappola: finge di doversi allontanare da casa per qualche giorno, ma lascia sul talamo una rete di bronzo, sottile e impalpabile come un velo ma solidissima. Afrodite, felice per l'assenza del marito, invita subito Ares nel proprio palazzo. I due trascorrono una notte di passione, ma la mattina successiva si trovano impigliati nella rete di Efesto. Ne segue un piccolo scandalo, che gli dei immortali, volenti o nolenti, devono presto lasciarsi alle spalle.
Afrodite non è nuova ai tradimenti: dall'unione con Ermes nasce Ermafrodito, creatura dal doppio sesso, mentre da quella con Poseidone ebbe altri due figli, Rodo ed Erofilo. Con Dioniso, invece, Afrodite genera Priapo, fanciullo dagli enormi genitali.
Afrodite non rinuncia neanche agli amori mortali. Un amore disperato la unisce al re dei Dardani Anchise; da un'unica notte di passione nasce un figlio, Enea, destinato a celebri imprese.
Un altro amore destinato a una tragica fine tocca in sorte alla dea: quello per Adone, figlio di Smirna e del padre di lei Cinira, che Afrodite stessa aveva legato in un amore incestuoso per punirli di una vanteria.
Adone è un fanciullo di una bellezza ultraterrena, tale da risultare irresistibile perfino per la dea della bellezza e dell'amore. Afrodite ne fa il proprio amante, ma non ha calcolato la gelosia di Ares. Il dio della guerra, furioso perché la propria amante gli preferisce un giovinetto, si trasforma in cinghiale e uccide Adone. L'anima del ragazzo, quindi, raggiunge il Tartaro e Persefone, che qui regna. Sulla terra, invece, restano solo gli anemoni nati dal suo sangue.
Da non dimenticare il ruolo di primo piano svolto da Afrodite all'origine della guerra di Troia: è lei che, con la promessa di garantirgli l'amore della donna più bella del mondo, convince Paride a darle la mela della discordia. In questo modo scatena l'ostilità di Era e Atena che costerà così cara alla città del principe.

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