Nel regno delle fate

Buongiorno a tutti, lettrici e lettori!
Chiedo scusa per l'assenza dei giorni scorsi. I preparativi per la pubblicazione de "La musa della notte" fervono e non mi lasciano un minuto di respiro! Ormai manca poco più di un mese all'uscita del romanzo (prevista per il 2 maggio 2017) e per quel giorno vorrei davvero che fosse tutto perfetto. Sto dando il massimo in questa impresa e spero che potrete apprezzare i risultati.
Inoltre, siccome essere impegnata con la pubblicazione di un romanzo (o meglio, due, visto che in contemporanea alla Musa uscirà anche lo spii-off "I figli del sole") non è abbastanza, la stesura dei capitoli per "La principessa di Ys", che escono su Wattpad due volte a settimana, mi assorbe le restanti energie.
In ogni caso eccomi qui, dopo aver effettuato un bel restyling del blog! Vi piace il suo nuovo aspetto? Fatemi sapere la vostra opinione.

Oggi vorrei parlare di una creatura magica affascinante, il cui nome è noto a tutti ma le cui origini, forse, un po' meno: la fata.
Si tratta di creature leggendarie e, come per tutto ciò che è avvolto dalla leggenda, è impossibile tracciare per loro delle caratteristiche e delle origini definire. Possiamo però affermare che ci sono differenti tipi di fate.
Le fate che conosciamo tutti sono quelle nate nella tradizione medievale, che dalle leggende sono passate ai racconti fiabeschi più tardi: come dimenticare le fate della "Bella addormentata nel bosco"?
Questo genere di fata indossa un copricapo a forma di cono allungato, l'hennin, un accessorio che nel tardo Medioevo riscontrò un grande successo tra le dame dei ceti più alti dell'Europa continentale. Inoltre, queste fate medievali e fiabesche non potevano fare a meno della propria bacchetta magica (retaggio della mitologia classica: la prima donna a usare una bacchetta magica in letteratura è Circe, nell'Odissea).

Altra storia, invece, per quanto riguarda le fate della mitologia celtica. Sidhe è il nome in gaelico di tutto il popolo fatato: i Daoine Sidhe, o Tuatha Dé Danann (discendenti della dea Danu) non vivono più nella nostra stessa dimensione, ma abitano nell'Oltremondo. Sono dotati di grandi poteri magici e possono vivere in eterno; è pericoloso per un mortale prendere parte ai loro banchetti, perché perderebbe il senso del tempo e finirebbe per non riuscire più a tornare alla propria vita.
Queste fate celtiche sono spiriti in comunione con la natura e non utilizzano accessori magici come le bacchette: si può affermare, anzi, che siano essi stessi magia!
Il regno dell'Oltremodo in cui queste creature vivono è chiamato in diversi modi, a seconda della lingua e della località: Sidhe, Faerie, Tir na nog, Annwn...

Nella letteratura contemporanea mi sembra di vedere che siano le fate di stampo celtico ad avere la meglio sulle colleghe medievali, forse anche sulla scia della generale rivalutazione della mitologia celtica.

Spero che quest'articolo vi sia piaciuto! Fatemi sapere le vostre impressioni nei commenti qui sotto.

A settimana prossima, con una nuova recensione di un fantasy self moooolto particolare!

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