Esperimenti di videomaking per la promozione di contenuti letterari (e qualche considerazione)



Buongiorno a tutti!
Oggi ho dedicato un po' del mio tempo alla produzione di un breve filmato per la promozione del mio nuovo sito, cui questo blog è collegato.
La realizzazione di video è un'attività cui, da qualche tempo a questa parte, ho cominciato a interessarmi, grazie anche ai corsi che ho seguito all'università. Credo che sia uno strumento importante per relazionarsi con il pubblico e comunicare le proprie attività.
Devo ammettere, però, che in questo campo non ho una grande esperienza. In passato, oltre a qualche brevissimo video-reportage o intervista, ho avuto modo di realizzare solo un piccolo filmato per un progetto universitario. Pertanto, consapevole che la passione, da sola, non porta da nessuna parte, ho dato un'occhiata su YouTube.
Di seguito il diario di viaggio di un'esperienza di navigazione da cui spero di aver imparato qualcosa e che mi ha spinto a fare diverse riflessioni!

Il mondo di internet contiene più o meno qualsiasi cosa. Per quanto riguarda la promozione di contenuti letterari si possono trovare vlog o interviste realizzate con cura. Sono ormai numerosi i giovani Youtubers che dedicano i propri video ai libri, con rubriche periodiche dedicate a segnalazioni o recensioni.
Le cose cominciano a cambiare quando si passa dagli Youtubers professionisti (o aspiranti tali) agli autori e alle case editrici. Booktrailer e blogtrailer, per lo più, lasciano a desiderare sotto molti aspetti. Salvo rarissime eccezioni (penso ai grossi casi editoriali con alle spalle un budget promozionale consistente), questi video sono realizzati con spezzoni di celebri film o immagini tratte da essi, sono accompagnati da musiche coperte da copyright e hanno una durata terribilmente lunga.
L'aspetto che più mi ha stupito è stato trovare queste caratteristiche non solo in video realizzati da autori indipendenti (chi deve occuparsi da solo di pubblicazione e promozione del proprio libro parte svantaggiato se non ha specifiche competenze in materia), ma anche in booktrailer promossi da marchi editoriali.
Niente di male nel low-cost: l'avventura editoriale è perigliosa e spendere denaro per pagare la realizzazione di un video originale può non essere un'opzione accettabile per tutti. Ma su internet esistono numerosi archivi e stock contenenti fotografie, video e musiche utilizzabili gratuitamente anche per scopi commerciali. Prima di riciclare sequenze da "Sin City" o dal "Signore degli Anelli" (condite con l'ormai abusatissima "Requiem for a dream") potrebbe essere interessante farci un giro. ;)
Questa sorta di abuso di immagini e musiche realizzati da altri mi ha colpito perché, com'è giusto che sia, gli scrittori sono molto sensibili alla distribuzione illegale delle proprie opere. Ma se non sono loro i primi a rispettare il diritto di proprietà intellettuale altrui chi mai dovrebbe farlo? Il fatto che Peter Jackson sia diventato ricco con i suoi film non implica certo che questi siano di dominio pubblico e che non sia necessario rispettarne il copyright. Lo stesso vale per celebri compositori o gruppi musicali.
Le possibilità ci sono e su internet c'è spazio per tutti; ma io credo che sia importante non trasformare il proprio spazio in un far west dove tutto è permesso e niente paga.

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