Interviste pericolose: M. P. Black, alias Paola De Pizzol

Quante volte, dopo aver letto un romanzo che ci è piaciuto, avremmo voluto conoscere l'autore? Fin da quando ero bambina ogni volta che mi innamoravo di un libro o di una saga cercavo di scoprire tutto quello che potevo sulla persona che aveva scritto quelle parole.
Ricordate il romanzo urban fantasy di cui avevo parlato qualche giorno fa, "Credevo di essere morta (e invece mi sbagliavo)"? Ho intervistato la sua autrice, M. P. Black, al secolo Paola De Pizzol, e oggi ve la presento.

S. Ciao, Paola, e grazie per aver accettato questa intervista. Cominciamo col parlare di te: so che hai scritto e pubblicato tantissimi romanzi. Quando è cominciata questa tua passione per la scrittura e come hai deciso di farne una professione?

P. Ciao a tutti e grazie a te! Iniziamo subito con una domanda molto interessante! Ho amato la scrittura, e la lettura, sin da piccola. All’età di otto anni ho iniziato a scrivere poesie e una di queste è stata anche pubblicata nel “Messaggero dei Ragazzi”, che custodisco con gelosia in uno dei cassetti del mio salotto. Alle medie, poi, mi sono trasformata in un topo di biblioteca. Ho cominciato a leggere libri d’epoca, come alcuni di Jane Austen o horror di Edgar Allan Poe. Nel frattempo, ho iniziato ad elaborare i primi racconti e romanzi brevi, “dimenticandoli” però, tutti, nel cassetto. Finché, solo nel 2007 ho deciso di scrivere un “vero” libro e così è nato “Lisa Verdi e il ciondolo elfico”, pubblicato subito dalla casa editrice 0111 edizioni di Milano. Il libro ha riscosso un ampio successo, tanto che ho dovuto elaborarne subito i sequel, che oggi ho deciso di ripubblicare in self-publishing su Amazon (e la saga continua a interessare i miei lettori!). In tutto ho scritto 12 romanzi, tra fantasy per adulti, per ragazzi e, infine, un romance con un pizzico di paranormal, che ho appena pubblicato su Amazon.

S. Hai una routine di scrittura? Hai scritto davvero tanto negli ultimi anni.


Grazie! Diciamo che, essendo autrice ibrida, che pubblica sia con case editrici che come self, le strade che seguo sono due. Come self decido io, naturalmente, quando scrivere e “cosa” scrivere. Alcune case editrici, invece, mi hanno affidato dei veri e propri “progetti editoriali”, dandomi delle idee base di trame, che poi ho dovuto elaborare e ampliare, fino ad arrivare al romanzo finale. Di solito scrivo nel tardo pomeriggio o di sera, comunque quando riesco a ricavarmi del “tempo libero”. Tra lavoro, famiglia e casa, ne resta sempre davvero poco! Quando scrivo a volte ascolto in sottofondo anche della musica, che può essermi d’ispirazione, e scrivo per un’ora o due di seguito, senza interruzioni. Le idee mi arrivano così, come un fiume in piena, e mi blocco solo se sono costretta farlo.

S. Qual è il tuo pubblico di riferimento quando scrivi? Con così tanti libri all’attivo hai individuato una tipologia di lettori fissi?

P. Ho due tipologie di lettori. Parliamo innanzitutto dei ragazzi, e soprattutto di quelli tra gli undici e i quattordici anni, ai quali ho dedicato la saga de “I Viaggiatori del tempo”, pubblicata con la casa editrice “Dri" di Treviso, saga che con i titolari e i collaboratori della casa editrice sto portando da anni nelle scuole medie del Veneto, e che ha riscosso davvero un grande successo. Credo che questa sia l’esperienza che mi ha arricchita di più, e continua a farlo, regalandomi immense soddisfazioni. Il pubblico dei ragazzi è meraviglioso, spontaneo, intelligente, curioso e il loro immenso entusiasmo è davvero contagioso! Poi c’è il pubblico composto da adolescenti e da adulti, che mi conosce bene e sa perfettamente come scrivo. A questa fascia di lettori ho dedicato molti romanzi, ora tutti in auto-pubblicazione, a parte “La rosa e il pugnale”, il mio libro preferito, che ho ripubblicato in seconda edizione (in prima nel 2012 con la casa editrice Domino di Piacenza), con la casa editrice GDS.

S. Parlaci di come è nato “Credevo di essere morta (e invece mi sbagliavo)”.

Questo romanzo mi frullava per la testa da almeno due anni. Essendo io appassionata di film come “Il Paradiso può attendere” o “Al di là dei sogni”, avevo quest’idea di stendere una trama che arrivasse a toccare anche il “Cielo” e la morte. E così è stato. Ero così entusiasta dell’idea di elaborare questo libro, che l’ho scritto in un mese e mezzo, in modo da permettere ai miei lettori di leggerlo prima di Natale (dato che la prima parte è per l’appunto ambientata a Natale, a New York).

S. In “Credevo di essere morta (e invece mi sbagliavo)” sei riuscita a unire in un unico romanzo citazioni da Dickens, romanticismo sfrenato e tanta, tanta ironia. Un’impresa che ha dell’incredibile e, soprattutto, è perfettamente riuscita. Come sei riuscita a gestire tutte queste suggestioni diverse?


Uh! Grazie infinite! Per quanto riguarda Dickens, ho voluto inserire qualche citazione da “A Christmas Carol”, una delle mie storie preferite! Poi, ho pensato che questo romanzo, dove si parla comunque di morte, non doveva apparire pesante o troppo triste. Così, ho deciso di renderlo anche “ironico”, aggiungendo qualche scena piccante, per sdrammatizzare le situazioni descritte.

S. Il personaggio di Sue è controverso almeno quanto quello di Sarah è semplice e pulito. L’impressione che si ha è che le loro due personalità, in conclusione, finiscano per integrarsi. È stato difficile far coesistere queste due ragazze in un unico, nuovo personaggio?

Assolutamente no! E sai perché? Perché ognuno di noi possiede sfaccettature diverse. Non esistono mai solo il buono e il brutto, sono sempre complementari. Parlando ad esempio di Victoria Moore, la protagonista della saga “Brilliant”, tanti lettori mi hanno domandato come hai avessi deciso di creare un personaggio più “cattivo” che buono, completamente diverso dalle eroine di molti paranormal romance. La risposta è semplice. Perché, nella vita reale, spesso incontriamo persone che ci “disturbano” fin da subito, ma che possiamo comunque apprezzare ugualmente, perché possiedono lati del proprio carattere interessanti, magari completamente diversi dai nostri. Tornando a Sue – Sarah, ho voluto appositamente creare due personaggi che fossero all’esatto opposto. Sue cambia il proprio modo di vedere le cose nel momento in cui comprende di essere morta e si pente subito del male che ha arrecato in vita, alle persone che le stavano accanto. Così, solo nei panni di Sarah potrà riuscire a riscattare i propri errori.

S. Nel corso della tua carriera hai pubblicato con diversi editori e i tuoi ultimi romanzi sono usciti in self-publishing. Come ti sei trovata in queste differenti realtà? Quali sono a tuo parere i vantaggi e gli svantaggi del self-publishing?

P. Diciamo che ogni autore, a mio avviso, dovrebbe provare entrambe le esperienze. Il self-publishing ti permette di controllare l’andamento dei romanzi, di gestire le promozioni, etc… Come aspetto negativo, però, ha quello di impegnare molto l’autore con la promozione del romanzo. E’ un lavoro continuo, non si può mai abbassare la guardia, però bisogna cercare di farlo senza essere troppo invadenti o “spammando” eccessivamente il libro, per evitare di creare l’effetto opposto e, quindi, il disinteresse da parte dei lettori. Con la casa editrice “Dri” è tutto diverso. Il lavoro “grosso” viene infatti svolto dai collaboratori e dal titolare della Casa Editrice, davvero infaticabili.

S. Consigliaci cinque libri fantasy o romantici da non perdere.

P. Mi sento di consigliare questi:
- HARRY POTTER E L’ORDINE DELLA FENICE di J.K. Rowling
- LA DAMA IN GRIGIO di Antonia Romagnoli
- HEAVEN di Connie Furnari
- LE CRONACHE DI GAIA di Claudia Tonin
- I RACCONTI DEL TERRORE di Edgar Allan Poe 
Logicamente, ce ne sono tanti altri che vorrei consigliare, di tanti autori, soprattutto italiani, molto talentuosi!

S. Come nelle interrogazioni a scuola, domanda a scelta. C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Sì! Vorrei invitare i lettori a non abbandonare mai la lettura, anzi, ad aumentarla! Ma, soprattutto, a credere con tutto il cuore nella potenzialità degli autori italiani. Ce ne sono davvero tantissimi di bravi, tutti da scoprire!
GRAZIE!

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