Quando il paranormal va in tv: Grimm

L'urban fantasy è un genere che impazza in tutte le librerie, fisiche e online, ma non solo. Sono tante le serie tv che si avvicinano a questo genere. Una a mio parere piuttosto originale nel suo modo di approcciarsi alla materia fantastica è Grimm, una serie statunitense della NBC nata nel 2011 e giunta ormai alla sua sesta stagione.
Le fiabe dei fratelli Grimm sono il grande bacino cui la serie attinge per trarre la propria materia narrativa, come segnalato fin dal titolo. Ma le fiabe dei Grimm sono racconti dai toni cupi, lugubri addirittura, ricchi di azioni terribili e crudeltà. Questa serie tv riprende proprio questi toni, senza nasconderli o edulcorarli come fanno, invece, molti riadattamenti contemporanei, a partire dai cartoni animati Disney.
Che cosa accadrebbe se alcuni esseri umani avessero la facoltà di trasformarsi a piacimento in mostri? Lupi cattivi, draghi e streghe non sarebbero frutto della fantasia degli scrittori, ma creature reali dotate di poteri terribili, spesso usati per compiere azioni malvagie. I fratelli Grimm lo sapevano e per primi diedero loro la caccia per proteggere l'umanità. I loro discendenti adesso sono sparsi per il mondo e si tramandano di generazione in generazione il ruolo di cacciatori di mostri. O meglio, di Wesen, perché è così che si chiamano questi esseri soprannaturali.
Nick Burkhardt (interpretato da David Giuntoli), detective della squadra omicidi di Portland, è un Grimm, e si trova a fare i conti con le bestie nascoste dentro le persone che lo circondano. Spesso la sua capacità innata finisce per aiutarlo sul lavoro, dal momento che diversi delitti vedono lo zampino dei Wesen.
Ma non tutti i mostri sono cattivi. Alcuni sono per natura innocui, mentre altri hanno imparato a dominare la propria natura selvaggia. Eddie Monroe (Silas Weir Mitchell) è un lupo cattivo che sa controllarsi e col tempo diventa un indispensabile alleato di Nick.
Il fantasy si mescola al poliziesco, dal momento che gran parte degli episodi, soprattutto nella prima stagione, sono impostati come dei classici gialli. Con il procedere degli episodi e delle stagioni la trama si complica, si aggiungono retroscena e problemi che ampliano il respiro della storia.
Nonostante le evidenti necessità narrative, gli effetti speciali non sono invadenti, e questo è a mio parere un gran pregio. Il protagonista, Nick, incarna l'archetipo dell'uomo comune, capace di mantenere la propria semplicità e i propri principi anche di fronte alle situazioni terribili con cui è costretto a confrontarsi.
Una serie in cui i vari ingredienti (il fantastico, il giallo, l'horror) sono calibrati al punto giusto per creare un risultato piacevole e appassionante. Consigliato a chiunque voglia tuffarsi in un mondo inquietante dove le fiabe (nella loro natura originale di storie spesso spietate) non hanno mai smesso di essere realtà.

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