La musa della notte: l'Inquisizione

Qualche giorno fa ho presentato alcuni dei personaggi che popolano l'universo fantastico del romanzo "La musa della notte", le streghe. Ma se le streghe hanno un nemico naturale, questa è l'Inquisizione. E nel romanzo gli inquisitori non mancheranno.


L'Inquisizione è un'istituzione ecclesiastica nata nel corso del XII secolo per la repressione dell'eresia, affidata per lo più all'ordine dei domenicani. Fin dall'inizio, però, tra i suoi compiti comparve quello di perseguire le pratiche di stregoneria e di magia. Nel passare dei secoli conobbe varie declinazioni; tra queste si ricorda l'Inquisizione spagnola, istituita a partire dal regno di Ferdinando e Isabella e posta sotto il controllo dei sovrani, il cui scopo era eliminare le minoranze etniche e religiose nella penisola iberica (arabi ed ebrei). Il primo inquisitore generale dell'Inquisizione spagnola fu il domenicano Tomàs de Torquemada, il cui nome è ormai diventato sinonimo di aguzzino implacabile. Costui inaugurò in Spagna la tradizione degli Autodafé (letteralmente "atto di fede"), solenni cerimonie pubbliche in cui veniva proclamata la sentenza dell'inquisitore, a cui seguiva l'abiura o la condanna degli imputati. La proclamazione della sentenza era di solito preceduta da un corteo e i rei vi prendevano parte rasati e vestiti solo del sambenito, sacchi decorati con immagini che rimandavano alla pena che li aspettava.
Diversi furono i connotati dell'Inquisizione romana. Nata in piena Controriforma, era composta da sei cardinali inquisitori ed era competente in materia di fede con giurisdizione in tutto il mondo cristiano. Il suo scopo era combattere l'eresia e una delle sue vittime più illustri
fu Giordano Bruno, arso vivo con la lingua serrata in una morsa in modo da non poter parlare. Dopo un primo periodo di intensa azione (dovuto soprattutto alla necessità di combattere la diffusione del protestantesimo), l'Inquisizione romana divenne molto mite e concentrò la propria azione sulla stampa e sui testi ritenuti pericolosi per la dottrina cattolica, per finire con la semplice sorveglianza sulla fede e sui costumi interni alla Chiesa. In questa veste esiste tutt'ora con il nome di Congregatio pro doctrina fidei. I suoi compiti si riassumono nell'esame di dottrine e teorie in materia di fede e morale e nella promozione di studi e congressi.
Nel romanzo "La musa della notte", però, questa Inquisizione romana ha da secoli un braccio armato segreto dedicato solo alla caccia alle streghe. Il compito principale di questa Inquisizione nascosta è proteggere l'umanità dal pericolo rappresentato dalla magia e dalle streghe, di cui la maggior parte delle persone ignora l'esistenza. Ed è bene che sia così, perché altrimenti sarebbe il panico. Gli inquisitori hanno dunque formato una casta laica che di generazione in generazione si tramanda la missione di dare la caccia alle streghe per proteggere un'umanità ignara. Quello di inquisitore è un destino a cui non si può sfuggire, in nome di un bene più grande. Ma mentre ci sono alcuni che sono capaci di fare proprio un destino imposto, altri non possono fare a meno di entrarvi in conflitto...

Non occorre specificare che l'Inquisizione descritta nel romanzo non è mai esistita ed è frutto della fantasia dell'autrice. ;)

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