La magia in un videogioco: Dragon Age Origins

Trame mozzafiato, ambientazioni dettagliate e personaggi indimenticabili non sono appannaggio solo delle saghe letterarie o dei film. Personalmente nell'ultimo anno ho apprezzato pochi prodotti quanto Dragon Age, saga di videogiochi di ruolo fantasy della Bioware.


Ho cominciato a giocare a Dragon Age Origins qualche mese fa e sono rimasta subito incantata dalla trama stringente e dai personaggi umanissimi. Non sono una giocatrice forte (ho giocato a qualche capitolo di Final Fantasy, a Kingdom Hearts, a Skyrim e a pochi altri bestseller), ma sono stata completamente assorbita da questo gioco finché non l'ho finito e sono subito passata ai capitoli successivi.
La premessa drammaturgica è relativamente semplice: in un continente fantastico chiamato Thedas c'è una nazione, il Ferelden, periodicamente vessata da Flagelli, invasioni di creature mostruose provenienti dal sottosuolo guidate da un Arcidemone. Contro questi Prole Oscura gli umani, gli elfi e i nani che popolano questo mondo sarebbero impotenti, se non fosse per i Custodi Grigi. Costoro sono speciali guerrieri immuni alla corruzione dei Prole Oscura grazie a un particolare rituale di iniziazione e pertanto sono gli unici in grado di uccidere l'Arcidemone e porre fine al Flagello.
Il protagonista è destinato a diventare un Custode Grigio e, attraverso una lunga serie di avventure, l'Eroe del Ferelden, ossia colui che ha ucciso l'Arcidemone. Ma le prime ore di gioco sono diverse a seconda della personalizzazione che si è selezionata, così come, nello svilupparsi delle vicende, la trama può prendere pieghe molto differenti a seconda delle scelte fatte.
Si può scegliere il sesso, la razza (umana, nanica o elfica), e la classe (guerriero, mago o ladro). L'aspetto del personaggio è del tutto personalizzabile, così come la voce (ci sono in totale 34 doppiatori per la voce del Custode!). Fin dal primo momento, quindi, le scelte fatte portano delle conseguenze: a seconda delle origini, il protagonista vivrà una delle sei diverse trame previste.
E così sarà per il resto del gioco. Le opzioni di dialogo sono sempre tante e permettono di sviluppare in modo vario la personalità del protagonista, ma anche di stimolare determinate reazioni negli altri personaggi che potrebbero portare a mutamenti drastici.
Lo stesso gioco giocato da persone diverse può dare vita a scenari molto differenti tra loro. A seconda di come ognuno gestisce le proprie possibilità, il Custode può sopravvivere alla battaglia finale oppure morire, può diventare regnante del Ferelden o restare tra i Custodi. Quanto ai compagni, può intrattenere relazioni con loro, può ucciderli o causarne la morte, può farli crescere e sviluppare.
Personalmente ho scelto una protagonista maga di razza umana. Ho perciò giocato le prime ore nel Circolo dei Magi del Ferelden e in seguito ho deciso di cominciare la romance con Alistair. Confesso anche di aver dovuto rifare più volte la missione dell'incontro dei popoli per ottenere il risultato che volevo!
I compagni del protagonista sono tutti personaggi dal retroscena complesso e affascinante. Nello svolgersi del videogioco vengono alla luce i diversi aspetti di ognuno, il loro passato e la loro personalità. A seconda delle scelte compiute dal protagonista, i compagni daranno la loro approvazione o la loro disapprovazione, con ripercussioni sul rapporto generale. Ho trovato i diversi personaggi mai banali e caratterizzati con una precisione estrema e a tratti commovente. Non ci sono eroi tutti d'un pezzo, ma guerrieri teneri e impacciati, streghe scorbutiche, nani ubriaconi, suore assassine e cani puzzolenti.
I personaggi e le relazioni tra di loro sono, di solito, ciò che in una storia mi attira di più. E nel caso di Dragon Age sono rimasta stupefatta da una caratterizzazione che è raro trovare in qualunque tipo di storia fantastica.
L'ambientazione non è da meno e si presenta fin da questo primo capitolo della saga di Dragon Age come estremamente dettagliata e affascinante. Si tratta di un mondo complesso, con conflitti, differenze sociali, ingiustizie, pregiudizi, tensioni, tradizioni e identità.
Non ho potuto non apprezzare i diversi riferimenti al mondo celtico che si incontrano nel corso degli eventi. Salta agli occhi fin da subito Morrigan, la strega che si unisce ai compagni del Custode dal nome della dea della guerra dei Celti. Ma un riferimento più sottile si può trovare in Andraste, figura divina venerata nel Thedas, il cui nome corrisponde a quello della divinità protettrice della tribù celtica degli Iceni, assimilabile alla Morrigan nelle sue funzioni.
Nessun dettaglio è casuale.
Insomma, Dragon Age Origins è una creazione immersiva che fa sentire il giocatore parte di questo mondo fantastico e delle sue vicende tormentate. Confesso che ho trovato questo gioco di grande ispirazione per il mio romanzo!

Consigliato a chiunque abbia voglia di immergersi in un videogioco che è un intero universo. ;)

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