Recensioni pericolose: Le nebbie di Avalon

Buongiorno a tutti!
Riprendiamo la serie delle recensioni con un romanzo che ho letto per la prima volta diversi anni fa, ma che da allora non ho mai smesso di amare: "Le nebbie di Avalon", di Marion Zimmer Bradley, edizione italiana per TEA libri. Nel 2001 è stata tratta anche una miniserie televisiva in due episodi, trasmessa in Italia come un unico film, con l'attrice Julianna Margulies nel ruolo di Morgana.
Il romanzo è corposo, una rievocazione densa di magia dei principali avvenimenti del ciclo arturiano. Protagonista privilegiata è Morgana, la fata e la strega, personaggio carico di ombre nelle antiche narrazioni che ce ne parlano, sorellastra di Re Artù al servizio di poteri arcani. In quest'opera conosciamo la Morgana sacerdotessa di Avalon, baluardo dell'antica religione celtica contro l'avanzata sempre più prepotente e minacciosa del cristianesimo in Inghilterra. Ma, accanto a lei, troviamo altri personaggi affascinanti, come la Dama del Lago Viviana, la semplice, cristianissima Ginevra, il suo amante Lancillotto, e un Artù con l'ingrato compito di mediare tra le diverse forze in gioco, l'antico retaggio celtico e le potenze cristiane. Tutti quanti contribuiscono a creare un affresco di ampio respiro, un romanzo che da solo ha la portata di una saga, in cui non ci sono buoni o cattivi, ma tradizioni e aspirazioni opposte in una lotta inesorabile.
Un fantasy, ma non nel senso tradizionale del termine: la magia che permea queste pagine è quella degli antichi riti druidici e celtici e sconfina nella religione. Perché Morgana era maga, certo, ma maga in quanto sacerdotessa della Grande Dea.
"Ai miei tempi sono stata chiamata in molti modi: sorella, amante, sacerdotessa, maga, regina. Ora, in verità, sono una maga e forse verrà un giorno in cui queste cose dovranno essere conosciute. Ma credo che saranno i cristiani a narrar l'ultima storia. Il mondo della Magia si allontana sempre di più dal mondo dove regna il Cristo. Non ho nulla contro di lui, ma solo contro i suoi preti che negano il potere della Grande Dea oppure l'avvolgono nella veste azzurra della Signora di Nazareth e affermano che era vergine. Ma che cosa può sapere una vergine delle sofferenze dell'umanità?"
Queste le parole con cui si apre il romanzo. Un conflitto, questo tra la Dea e il cristianesimo, ben rappresentato dall'isola di Avalon: per coloro che sono in grado di schiudere le nebbie sede di sacerdotesse e druidi, altrimenti monastero cristiano. Morgana, e il lettore con lei, attraversa entrambi i mondi, e comprende che, forse, nell'essenza non sono poi così distanti come i partigiani dell'uno e dell'altro hanno sempre creduto.
Un romanzo in cui le donne e la sacralità del femminile sono le vere protagoniste. Morgana, Viviana, Igraine, Ginevra, Morgause incarnano diverse volontà e diversi modi di intendere il sacro e il ruolo della donna: ma tutte si stagliano grandiose su un mondo sospeso tra mito e magia.
Ultimo in ordine cronologico delle vicende narrate, "Le nebbie di Avalon" fa parte del ciclo di Avalon, dedicato al mondo celtico e alla sua magia. Per saperne di più... continuate a seguire il blog, perché ne ripareremo.
Buona lettura!

Commenti

Post popolari in questo blog

I volti della dea: Persefone

Un volto per la musa

Feste celtiche: Beltane, celebrare la fertilità