Perché Harry Potter non è solo una storia

L'uscita di un nuovo libro dedicato a Harry Potter è stato un evento. Se ne parla da mesi e finalmente è arrivato anche nelle librerie italiane. Stringerlo finalmente tra le mani è un po' tornare bambini...


Il primo romanzo di Harry Potter che abbia mai letto è stato "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban". Me lo regalarono i miei genitori per Natale quando avevo otto anni (a dire il vero allora credevo che me lo avesse portato Babbo Natale, ma non è necessario andare troppo per il sottile) e lo divorai in pochissimi giorni. Subito pretesi i romanzi precedenti e cominciai ad attendere con ansia l'uscita di quelli successivi.
Per me Harry Potter significa quelle sere in cui mia mamma entrava in camera per leggere a mia sorella, più piccola, "Harry Potter e la pietra filosofale". Significa quell'estate dopo la quarta elementare in cui per qualche giorno rimasi chiusa in casa a leggere "Harry Potter e il calice di fuoco" e ne rimasi così incantata che passai le vacanze a immaginarmi avventure magiche. Significa il primo cuore spezzato per la morte di un personaggio, con la triste fine di Sirius Black in "Harry Potter e l'ordine della Fenice". Significa il viaggio in Inghilterra con i miei genitori durante il quale potei acquistare l'edizione inglese di "Harry Potter e il principe mezzosangue" appena uscito e quel giorno in terza media in cui entrai a scuola in ritardo perché dovevo finire di leggere l'edizione italiana.
Significa quel piccolo senso di vuoto che provai in quinta ginnasio quando chiusi le pagine di "Harry Potter e i doni della morte" e riposi in libreria un libro dedicato alle avventure del mio mago preferito per quella che credevo essere l'ultima volta.
Ma ultima volta non fu.
Ieri ho avuto modo di leggere "Harry Potter e la maledizione dell'erede", l'ottava storia, diciannove anni dopo, come recita la quarta di copertina. Ne avevo già parlato in un precedente post, ma adesso finalmente posso raccontare le mie impressioni dopo la lettura.
Senza voler fare spoiler, posso solo dire che sono molto soddisfatta. Non è un romanzo e non è frutto solo della penna di J. K. Rowling: tutto ciò che si legge in questo libro è stato pensato per il teatro, e questo è un fattore da tenere ben presente. Ma ho apprezzato molto i due giovani protagonisti Albus e Scorpius, così come l'evoluzione (e la maturazione) dei personaggi che già conoscevamo dai sette romanzi della saga. In particolare, mi è piaciuto che finalmente siano stati mostrati nuovi risvolti psicologici in Draco Malfoy, senza dubbio valorizzato molto in questa ottava storia.
Ma non voglio rovinare la sorpresa a nessuno. Consiglio con tutto il cuore questo libro a chiunque voglia tornare a Hogwarts anche solo per un po' e provare un nuovo modo per raccontare di Harry e dei suoi amici.


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