Controcampo

Un breve racconto fantastico e paradossale. Mi è capitato di sentir pronunciare davvero tutto ciò che è scritto qui. E allora mi è venuto da pensare... e se i ruoli fossero invertiti? Buona lettura!


No, no, non ti preoccupare, non faccio tardi. Tu vai a dormire e non ti preoccupare. Ecco, bravo. Che domani dobbiamo andare laggiù, ti ricordi, sì a... sì, sì. Ti amo anch’io. Buonanotte. Notte. Sì, notte.
Che palle quando mi tiene al telefono così tanto. Diventa una lagna, quando fa così. “Ma sei con le solite amiche?” Se mi diventa geloso è la volta buona che lo rimetto in riga, guarda. Pensa che l’altra settimana mi ha riconosciuta nelle foto della discoteca di sabato. Una scena che non ti dico. Si è perfino messo a piangere. “Chi era quello che ti abbracciava?” Ha insistito per un pezzo. Gli ho detto che se non si fida può anche andare a cercarsene un’altra, e allora l’ha piantata.
Non farmici pensare. Che poi cosa gliene frega? Il mio ragazzo è lui, no? Che gli basti questo. Gli altri sono affari miei.
Adesso spengo il telefono, così magari pensa che sono andata a dormire. Alla fine la cosa buona di Andrea è che si mette l’anima in pace. Non come il mio ex. Sì, Carlo. Ti ricordi com’era pesante? Pensa, te ne racconto una. Quando ci siamo lasciati l’ho fatto sapere anche alla Greta (quella che fa ragioneria, te la ricordi? Ecco, brava). E lei ha festeggiato. Ha detto che mi faceva proprio fare una vita d’inferno. Pensa che due volte ho dovuto perfino prenderlo a schiaffi, da tanto rompeva. Sì, anche la Greta ha detto che uno così se li meritava proprio.
Vabbè, dai, alla fine Andrea è un bravo ragazzo. Penso che sia quello giusto per me, sai? È infantile e ogni tanto fa i capricci, questo è vero. E tutte le volte che ci propongono qualcosa di diverso dal solito è una fatica convincerlo. Però non mi ha mai fatto arrabbiare così tanto da alzare le mani. C’è sempre quando gli chiedo di fare qualcosa per me.
Ah, stasera c’è anche il tuo amico dell’altra volta? Bene, non vedo l’ora. Era un tipo davvero interessante, parlava di libri. Sai se è fidanzato? Ah, meglio. Ci provi tu o ci provo io? Massì, cosa te ne frega. Mica sono qui a guardarci! Non lo sapranno mai.
Cosa stavo dicendo? Ah, sì, Andrea. È che negli ultimi tempi a letto con lui mi annoio un po’. Non è come con Carlo, che anche se mi faceva arrabbiare tantissimo avevo sempre una voglia... Lui sta lì, si comporta come se il solo vederlo dovesse eccitarmi. Ma chi crede di essere? Dovrebbe impegnarsi di più, ma ogni volta che cerco di spiegarglielo se la prende come un bambino. Non so più come farglielo capire. Poi ha pure il coraggio di lamentarsi se mi vede nelle foto su Facebook abbracciata agli altri.
È anche un po’ ingrassato, negli ultimi tempi.
Io glielo dico sempre, di sistemarsi. C’è da dire che si sforza di farlo davvero, eh. Due settimane fa gli ho fatto notare che aveva proprio bisogno di buttare giù qualche chilo e che era meglio se non lo mangiava, tutto quel gelato. Dopo qualche giorno lui è andato a iscriversi in palestra. Uno di quei corsi dove ti fanno agitare e saltare per tutta l’ora finché non sei tutto coperto di sudore. Sì, un nome così, mi pare. Una di queste scemenze nuove. Pare che funzionino, però.
Oh, finalmente siamo arrivati. Non ne potevo più di stare in macchina. Che ore sono? Veloci, che prima di mezzanotte l’ingresso è ridotto.
Ehi, guarda quello là. Che culo che ha! Ma che cos’ha da guardare male quella zoccola della sua tipa? Se non vuole che la gente fissi il culo al suo ragazzo non dovrebbe mandarlo in giro con quei pantaloni aderenti. Cioè, se uno si mette in mostra così è perché vuole attirare l’attenzione. Magari anche qualcosa di più. Quando siamo dentro una strizzatina non gliela toglie nessuno.
E quell’altro? Quello là, con la canottiera bianca. Dove va tutto scollato così? Non si vergogna, con tutti i pettorali di fuori? Escili, che non li ho visti bene! Sì, tu! Escili!
Eddai, non mi tirare, stavo solo scherzando. Va bene, mi do una calmata. Anche tu, però, dovresti rilassarti un attimo. Siamo qui per divertirci tra sole donne. Non fare la seriosa. Se volevo passare una serata ad annoiarmi chiamavo Andrea.
Come dici?
E se fosse il contrario?
Non ho capito in che senso.
Ah. Se lui si comportasse con me come io mi comporto con lui.
...
Non essere ridicola! Andrea? Non lo farebbe mai.
Pensa che ridere, però.
Già.
Che ridere.
Muoio dalle risate.
Al solo.

Pensiero.

Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

I volti della dea: Persefone

Feste celtiche: Beltane, celebrare la fertilità

Un volto per la musa