Recensioni pericolose: I cigni della quinta strada

Arriva giugno, arriva l'estate. La prima recensione che voglio proporre questo mese riguarda il bellissimo romanzo "I cigni della quinta strada" di Melanie Benjamin, edito in Italia da Neri Pozza.
Quando l'ho comprato ero alla ricerca di un libro che fosse nuovo e insieme avesse il sapore degli anni passati; di un romanzo che fosse anche una storia vera.

Di questo libro mi è piaciuto tutto, a partire dall'odore e dalla consistenza: ha un profumo corposo e avvolgente, mentre la copertina è ruvida e fa venire voglia di non lasciarla andare fino alla fine.
La storia è di una malinconia delicata. Si tratta della riscoperta di un mondo brillante e falso, di uno splendore costruito sul dolore. Le maschere perfette indossate dalle donne del bel mondo della New York degli anni '50 e '60 si susseguono tra queste pagine. Tra loro c'è la maschera più perfetta di tutte, che pure nasconde il volto più sfigurato e il cuore più sincero: quella di Babe Paley. Donna invidiata e imitata da tutti, icona del suo tempo; eppure, estremamente sola. Nessuno ha mai visto che cosa c'è sotto lo strato di trucco che ogni mattina Babe applica con tanta perizia, tanto meno suo marito, il magnate della tv Bill Paley. L'unico che è mai riuscito a penetrare nella sua intimità abbastanza a fondo da vederla spoglia di ogni trucco è Truman Capote, il famoso scrittore (omosessuale).
Questo romanzo ripercorre la grande amicizia tra Babe e Truman. Una di quelle amicizie che fin da subito promettono di cambiarti la vita. Una di quelle amicizie che significano far entrare l'altro nella stanza più remota della tua esistenza, quella in cui accatasti tutto il peggio, quella in cui non va l'interruttore della luce. Una di quelle amicizie che, finché durano, ti danno l'impressione di aver trovato, per una volta, un essere umano da cui non devi difenderti, ma sul quale potrai sempre contare per affrontare il mondo.
Finché durano. Perché, alla fine, c'è sempre qualcuno che si espone un po' di più, che regala all'altro quel pezzetto di sé cui l'altro non osa (eppure vorrebbe) rinunciare. E chi si espone troppo rischia di essere tradito.
Il tradimento fa ancora più male quando finisce per spezzare un rapporto che sembrava speciale. Un'affinità elettiva degna delle migliori penne romantiche. Così, quando Truman tradisce Babe pubblicando un racconto (un frammento di quello che in Italia sarà pubblicato come "Preghiere esaudite") in cui sono narrati dei segreti che la riguardano, l'idillio che li legava si spegne per sempre.
In queste pagine scintillano l'amicizia più pura e il tradimento più bieco. Un tradimento giunto a suggello della fine di un'epoca, quella dei cigni della quinta strada. Un'epoca falsa, forse, ipocrita, ma quanto affascinante!

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