Recensioni pericolose: "Gli ultimi giorni di Mata Hari"

Vorrei aprire questa rubrica di recensioni librarie con un'opera un po' diversa dal classico bestseller da grande distribuzione. Credo, a dire il vero, che si tratti di quel tipo di opera che non rischia proprio di diventare un bestseller. Tuttavia è un libro che senza dubbio merita quelle poche ore richieste dalla sua lettura.
Il libro è "Gli ultimi giorni di Mata Hari", di Giuseppe Scaraffia, edito da UTET. 144 pagine a voler leggere anche la bibliografia.
Si tratta di un romanzo? Forse è possibile dire così.
Innanzitutto, devo dire perché ho scelto di comprare questo libro. L'ho trovato in una libreria di fiducia in cui ero entrata per comprare un altro romanzo; ma lui mi ha sorpreso dallo scaffale mentre mi avviavo verso la cassa. Mi ha colpito come colpiscono tutti i libri sconosciuti: per la copertina. Mi sono incantata a fissare l'immagine e mi sono avvicinata. Il personaggio di Mata Hari è sempre stato intrigante per me, ma lo conoscevo poco, e questa è stata la molla definitiva che mi ha fatto decidere.
Sono una di quelle persone a cui piace maneggiare e annusare i libri. Questo ha un odore discreto ma piacevole. Proprio come quelle persone che non noti subito, ma poi ti sorprendono.
E questo libro sorprende.

Siamo nel 1917, a Parigi, quando il peso della guerra sembra ormai insostenibile e si cerca qualcuno a cui dare la colpa per la sofferenza di una nazione. Processata e condannata, la ballerina e grandiosa mentitrice Mata Hari, alias Margaretha Geertruida Zelle, viene fucilata il 15 ottobre. La Francia ha ottenuto così il suo capro espiatorio e lei quello che è il suo ultimo, e forse più sublime trionfo: morire come la misteriosa e contorta donna dal fascino orientale che si è sempre sforzata di essere. I giorni dell'ordinaria ragazza olandese sono ormai nell'oblio. Nessuna morte meglio di questa rende giustizia al personaggio che per anni Mata Hari si è costruita addosso.
Questo è, in definitiva, il ritratto che emerge da questo libro: ne esce una donna controversa, egocentrica, più fumo che arrosto. Ma quando fascino, in questo fumo! Mata Hari non aveva mai neanche studiato le danze orientali con cui seduceva nobili, militari e intellettuali. Eppure li seduceva.
Attorno a lei, Scaraffia dispone una serie di piccoli ritratti schizzati con l'acquarello. Sono gli uomini e le donne che Mata Hari l'hanno conosciuta, amata, desiderata, o anche solo immaginata. Ogni personaggio torna su queste pagine per un massimo di quattro o cinque volte. Può essere, questo, un piccolo punto debole del libro, dato che diventa difficile affezionarsi ai vari personaggi. Ma è chiaro che il romanzesco tende a cedere terreno rispetto all'esigenza di ricostruzione storica, da una parte, e dall'altra di velocità di lettura. Mata Hari è la protagonista e la fa da padrona, con tutta l'attrattiva dei difetti grandi e piccoli messi in luce di volta in volta.
Il respiro dell'opera è, in definitiva, più simile a quello di una raccolta di racconti che a quello di un romanzo. C'è anche un certo gusto per l'aneddotica che dà molte soddisfazioni.

Si tratta di un'opera breve che permette di inspirare a fondo per qualche ora quell'aria di belle époque che sa di sensualità e nostalgia.
Consigliato a tutti quelli che hanno apprezzato un film come "Midnight in Paris".

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