Cara Europa che ci guardi

Buongiorno a tutti!
Sabato 14 maggio mi è capitato di partecipare alla presentazione di un libro al liceo Vittorio Sereni di Luino. Era presente Gabriella Sica con il suo libro "Cara Europa che ci guardi", edito da Cooper.
Una donna e un'opera che colpiscono, ognuna a suo modo.
Lei che, "se proprio bisogna usare un aggettivo", allora la si chiami poeta, e non poetessa.
Il suo libro, poesie ma anche prosa, per raccontare il sogno e la realtà di un'Europa che si specchia in noi e in cui noi ci specchiamo.
Un libro diverso, dall'ampio respiro. Pagine legate alla terra, una terra che dagli stretti confini da cui prendiamo origine si allarga fino a comprendere tutto un continente. Una terra che millenni fa era celebrata con i riti di Demetra e oggi, in modo diverso ma non meno significativo, con i progetti Erasmus.
Un libro orgoglioso di aver poco a che spartire con i suoi simili che affollano le librerie e che parlano tutti dalla stessa prospettiva. Sabato ho visto, in questa donna, il coraggio di esprimere uno sguardo personale, fuori da tutti gli schemi, fiero di non essere stato assorbito dall'omologazione culturale.
Gabriella Sica ha parlato soprattutto per i giovani. Viaggiate, ha detto, parlate tante lingue e leggete. Ma, soprattutto, leggete bene. Aprite quei libri di poesie di cui a scuola imparate i titoli a memoria per le interrogazioni. Apriteli quando nessuno vi obbliga a farlo e respirate le parole.
Mi sento di condividere il suo messaggio.

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